lettera ai genitori mons Elio Tinti

PARROCCHIA

   SAN  PIETRO  APOSTOLO

 RAGUSA

 

 DONO

AI   GENITORI

 ANNO PASTORALE  2019 – 2019

 

 

 

 

 Lettera ai genitori

Alcuni suggerimenti per educare i figli

Elio Tinti

Vescovo di Carpi

Carissimi genitori, un saluto cordiale dal Vostro Vescovo che vi è vicino con stima, riconoscenza e affetto.

 

  1. Siete importanti e indispensabili per la Chiesa e per la società.

 

Siete importanti per la Chiesa: perché siete parte integrante e responsabile della comunità parrocchiale. La Parrocchia che cosa è e da chi è formata?

La parrocchia è Famiglia di Famiglie. Accanto al Parroco siete importanti voi genitori, che avete una grande responsabilità educativa.

Siete importanti per la società: perché siete i primi e necessari educatori di ogni bambino e giovane che entra nella vita sociale.

 

  1. è bello essere genitori, anche se non sempre è facile.

 

– Per essere buoni genitori cercate prima di tutto di essere veri Sposi.

Consideratevi come il dono più bello che Dio Vi ha fatto reciprocamente e amatevi ogni giorno. Dialogate continuamente per accrescere la gioia e la bellezza del dono di Dio che siete l’uno per l’altro. Avere dei figli ed educarli nel modo migliore, richiede che voi siate prima di tutto sposi intimamente uniti.

Educare i Vostri figli vuol dire generarli assieme continuamente, e per farlo è necessario essere in due, complementari e uniti, altrimenti l’opera educativa può essere compromessa.

Pregate assieme ogni giorno, rinnovate le Vostre promesse coniugali tutte le domeniche nella Messa festiva.

Dialogate molto fra di voi e non date nulla per scontato perché il non dialogare porta facilmente a diventare estranei e, nel peggiore dei casi, iniziano le incomprensioni, i diverbi, le liti fino ad arrivare alla separazione.

Non date più importanza o il primo posto al lavoro, alla casa, ai vostri interessi personali.

Non si può educare bene, se non c’è un forte affiatamento di coppia.

 

  1. Continuate a generare alla vita e nella vita vostro figlio, accompagnatelo continuamente nella sua crescita donandogli il senso e la bellezza della vita che cresce.

 

Continuare a generare il figlio richiede equilibrio, insegnandogli e guidandolo nelle scelte frutto del Vostro amore.

Educare è un’arte: siate assieme scultori e modellatori dei Vostri figli scolpendo il loro carattere, la loro personalità anche con correzioni, riprese, richiesta di sacrificio, indicazioni di strada. Fatene dei capolavori di uomini e di donne autentici.

 

Cosa vuol dire “educare”? Dal latino “Educere”: condurre fuori, fare emergere. Fate uscire i Vostri figli da se stessi e apriteli a Dio e agli altri!

Come educare? Con amore vero, trattando Vostro figlio da PERSONA che cresce, vivendo con lui in un dialogo costante, continuo, e mettendolo prima di ogni altra cosa attraverso un ascolto premuroso, senza interessarvi di altro, con massima attenzione.

Dialogate dimostrando attenzione e affetto in ogni momento della crescita, chiedendo con fermezza sacrifici e rinunce là dove occorrono, dando sempre le motivazioni delle vostre scelte.

Il papà sia papà, con una sua autorevolezza e rispetto; pur scherzando e giocando con il figlio, sia salvaguardata la diversità di ruoli: quindi non un papà “alla pari”.

Cercate la crescita armonica del figlio: sia il suo bene fisico sia quello che tiene conto dei valori spirituali e umani. Il figlio è anche da educare nell’intelligenza, nel ragionamento, nella volontà, nella memoria, nella fantasia, nei sogni, nelle compagnie!

Educare tenendo presente la massima di Don Carlo Gnocchi, grande educatore dei giovani: “Cuore tenero, ma polso fermo”!

A tre anni di età, si danno le linee di fondo di una personalità e di un carattere, si orienta la capacità di volere, di reagire, di sacrificarsi, quindi la capacità di affrontare la vita in modo maturo.

Dall’educazione che si dà, dall’affetto, dalla tenerezza attenta e matura, dalla chiarezza e fermezza dei comportamenti e delle riflessioni secondo le domande delle singole età, si educa il figlio anche sul piano affettivo, emotivo, sessuale, e si formano uomini e donne sereni, maturi e adulti, con capacità di scelte precise, al momento opportuno. A tal scopo può essere utile leggere la mia Nota Pastorale della Quaresima 2005, ristampata a

settembre 2009 su “La sessualità dono di sé nell’amore! Come educhiamo i giovani all’amore e alla sessualità”.

Educate fuggendo ogni permissivismo e ogni possessività ansiosa. Educare non sostituendosi a loro.

Educate il figlio alla responsabilità, all’ordine, alla pulizia, al rispetto delle cose e delle persone, alla collaborazione, evitando di compatire, di commiserare, di avere pietà.

Non utilizzate il meccanismo della ricompensa. (“Se metti a posto la stanza, se mi lavi i piatti ti do’ due euro!”). Insegnate a fare le cose con gratuità, come servizio attento e personale. Abituare il proprio figlio ad una ricompensa o peggio ancora a qualche tipo di pagamento, può generare nei ragazzi la convinzione che tutto ha un prezzo; così non li si aiuta a crescere

nell’autonomia, nella responsabilità e nella gratuità.

La collaborazione in casa fa parte della vita di ognuno: fare i compiti di scuola è un preciso dovere di ogni ragazzo che cresce e che impara a responsabilizzarsi.

 

  1. 5. E’ necessario, per educare con efficacia, la coerenza

di Voi genitori. Date sempre l’esempio!

Educate più con il vostro essere e il vostro fare, con il vostro atteggiarvi che con comandi generici e scontati. È necessaria la vostra coerenza tra ciò che pensate, ciò che dite e ciò che fate.

Il Vostro stile di vita, la vostra cordialità, gentilezza, delicatezza, capacità di dialogo sereno e pacato, il Vostro modo di parlare, tutto influenza il “sentire” del figlio e tutto contribuisce a formare la sua interiorità e i suoi convincimenti.

– Il vostro tenore e stile di vita sobrio ed essenziale sia richiamo per i vostri figli alla proposta del Vangelo, anteponendo i valori alle cose, senza credere che per educarli sia sufficiente nutrirli bene, vestirli alla moda, riempirli di oggetti di dubbia utilità come spesso sono gli ultimi ritrovati della tecnica e della moda per non apparire diversi dagli altri e non all’altezza delle ultime

tendenze!

 

  1. Carissimi genitori, dovreste poi avere chiara

coscienza e convinzione che:

 

Educare è possibile: basta pensare o ai propri genitori o ai genitori di ragazzi e giovani ben formati.

– Educare è importante e urgente: è una sfida che interpella la maturità, la responsabilità e la capacità di ogni genitore, che non voglia apparire ed essere “squalificato”.

Educare è gioia: libera e dà senso di vita, di fiducia e di realizzazione di un ragazzo e aiuta a interpretare e a vivere la propria vocazione.

 

  1. È necessario e doveroso che Voi genitori

 

abbiate presente che molti uomini e donne sono debitori alle loro famiglie della loro crescita e della loro maturazione in umanità, fede e socialità; ma che altrettanti uomini e donne invece sono stati segnati e condizionati dai propri genitori nella loro personalità a causa di lacune e assenze educative serie e gravi.

Carissimi genitori, Voi siete i principali protagonisti dell’educazione.

La Vostra influenza è decisiva perché vostro figlio, fin dai primi anni, possa orientare la propria coscienza, raggiungere il proprio equilibrio.

Vostro figlio non ha bisogno di un genitore buonista, che lo accontenta in tutto e sempre, ma di un genitore autorevole, che incarna in sé valori umani e religiosi. Un genitore autorevole che con la propria esistenza adulta, matura e coerente e la sua esperienza e competenza affascina e rassicura il suo bambino.

Carissimi genitori, cercate di fare della Vostra famiglia il luogo della confidenza e dell’accoglienza, dove nessuno ha paura di manifestare i propri sentimenti e dove ognuno si sente importante per ciò che è e per ciò che dice, dove a ciascuno riesce facile raccontarsi.

In un mondo che esalta il benessere, assolutizza il piacere, spinge a possedere e a strumentalizzare gli altri e il potere in maniera facile e disonesta, Voi, carissimi genitori, dovete andare contro corrente aiutando Vostro figlio a praticare l’onestà, la lealtà, il sacrificio, ponendo dinanzi a lui non le vostre mire, ma obiettivi realistici, sostenendolo nella volontà di raggiungerli, confermando i risultati raggiunti, trasformando eventuali sconfitte in una sana capacità di recupero dell’insuccesso. È necessario

educare nel figlio la consapevolezza che nella vita il “merito” non si appoggia su raccomandazioni o scorciatoie disoneste.

 

  1. Educate Vostro figlio alla fede!!

 

Nel giorno del battesimo di Vostro figlio, carissimi genitori, vi è stato chiesto: “Cosa chiedi alla Chiesa? Cosa ti dona il Battesimo?”. E Vi è stato richiamato il dovere di educarlo nella fede, sviluppando i germi di grazia ricevuti nel battesimo. Vi è stata consegnata una candela, segno della Vostra fede, fiamma che Voi genitori dovete alimentare.

Al battesimo del Vostro figlio, in genere è sempre preceduto il Vostro matrimonio in Chiesa, in una apertura piena della vostra vita al Signore e volendo vivere ogni giorno, Voi e i Vostri figli, alla sua presenza e nella sua grazia.

è allora conseguente e doveroso che Voi, papà e mamme, insegnate al Vostro bambino che in casa c’è Lui, il Signore, insieme a Voi e che Lui è sempre presente e ricco di grazia e di amore; e insegnate anche a parlare con Dio come ad un papà, con le Vostre parole, ogni mattina, ogni sera, prima dei pasti, nella Messa domenicale, perché la salute, la vita, l’affetto, il pane, il lavoro, l’andare d’accordo sono doni del Signore e noi gli chiediamo di assicurarceli, ricordando che le preghiere imparate da piccolo, non solo non si scordano, ma ci aiutano a sentirci Lui accanto.

Quanti adulti continuano a dire le preghiere imparate da piccoli, dalla propria mamma! Fate capire come sia importante insegnare a Vostro figlio non tanto delle formule, ma la bellezza e l’importanza dell’ intrattenerci con il Signore in vari momenti della giornata, da piccoli, da ragazzi, da giovani e da grandi; eventualmente anche con una pagina del Vangelo ogni

sera per conoscere Gesù e quello che Lui dice e ci raccomanda.

Carissimi genitori, fate attenzione a presentare un Dio autentico, quello che Lui è, un Dio che è Papà, che mi ama e sempre mi accompagna e vuole solo il mio bene, nonostante il male che tanti compiono e che è comunque presente nel mondo. Non dite mai e non vi scappi mai detto “Non fare questo e non fare così, perché Dio ti punisce e ti castiga!”. È un Dio deformato, purtroppo tanti credono e di cui hanno paura!

Non educate a sentimentalismi religiosi o a fantasie come gli Angeli con le ali o i demoni con il Tridente. Fate e chiedete molta attenzione ai segni:

l’acqua benedetta, che purifica; il Tabernacolo dove c’è Gesù; le immagini della Madonna e dei Santi; il Crocifisso con tutta la ricchezza di significato di amore e condivisione che contiene; le candele ecc.

Collaborate pienamente con la Parrocchia, con i catechisti e gli educatori, perché se non c’è il Vostro coinvolgimento e la Vostra collaborazione, a poco valgono i momenti formativi e il catechismo della parrocchia.

Insegnate a Vostro figlio a scegliere le giuste compagnie, e vigilate con discrezione e costanza.

Non meravigliatevi se Vostro figlio nella adolescenza non vuole più andare a Messa! Non obbligatelo, ma dategli l’esempio con dolcezza pronte a fargli capire la bellezza e la necessità della Messa domenicale, facendovi aiutare da un bravo sacerdote che abbia la fiducia del Vostro figlio. La fede e la pratica religiosa non le si può imporre, ma le si propone dando l’esempio.

– Davanti ad un fallimento matrimoniale di Vostro figlio, fate tutto ciò che umanamente è possibile col dialogo, con il Consultorio cristiano, con un bravo sacerdote, offrendo tutta la sofferenza e il dramma al Signore, mettetelo nelle sue mani con la preghiera e con l’offerta del Vostro dolore.

Pregate per Vostro figlio, perché il Signore crei in lui la dolce consapevolezza di non essere mai solo, ma sempre sotto la custodia di un Dio che è Padre che lo ama e lo guida nel cammino della vita.

 

  1. Carissimi genitori, lasciatevi aiutare dalla Scuola

per i valori umani e dalla Parrocchia per i valori

spirituali cristiani e, se è possibile, dalla Scuola

Cattolica.

 

Vostro figlio non potete educarlo da solo!

Dopo i primi due anni ha bisogno di capire che vi sono tante altre persone al mondo da rispettare, da amare, da aiutare, da comprendere: ecco la Scuola Materna, con momenti importanti di socializzazione, scoperta degli altri, capacità di stare assieme, dialogare, ascoltare, lavorare assieme.

La Scuola Materna, e poi la Scuola Elementare e la Scuola Media Inferiore e Superiore richiedono, da parte Vostra, una partecipazione piena, responsabile, attenta: i Figli continuano a essere i Vostri e Voi siete sempre i primi fondamentali e indispensabili responsabili ed educatori!

Siete impegnati a fare sintesi e ad applicare e vivere quanto si è insegnato nella Scuola (e nella Parrocchia)! Ciò richiede un dialogo costante con le maestre e con gli insegnanti (con i catechisti e gli educatori in Parrocchia).

Con Vostri comportamenti, gesti, discorsi che sono negativi, potreste contraddire quanto è stato insegnato a scuola (o in Parrocchia).

– Non demandate mai ad altri il vostro ruolo educativo non delegate, non parcheggiate i vostri figli. Partecipate attivamente collaborando con tutti i soggetti educativi. L’educazione è un’arte e richiede l’apporto e l’intesa di

tutti, creando una rete educativa che sia di supporto alla famiglia.

Siate vigilanti perché nella scuola può capitare che vostro figlio venga a contatto con amici che vivono problematiche familiari complesse.

Non presumete di essere Voi gli unici educatori del Vostro figlio, siete gli educatori primi e principali, ma il Vostro figlio necessita di altre collaborazioni. È drammatico il caso di una ragazzina quattordicenne, che quindici anni or sono si suicidò, impiccandosi in casa e lasciando un biglietto sulla tavola: “Carissimi papà e mamma, Vi ringrazio per tutto quello che mi avete dato, proprio per tutto quello che mi avete dato di inutile per la mia vita. Ciao!”. Certe collaborazioni nella Scuola e in Parrocchia sono importanti e complementari alla educazione del Vostro figlio.

 

  1. Carissimi genitori, i Vostri figli non Vi appartengono, non sono Vostri!

 

È emblematico l’episodio di Gesù, che a 12 anni va con sua madre Maria Santissima e con Giuseppe a Gerusalemme e, dopo la cerimonia dell’ingresso ufficiale nel popolo ebraico a 12 anni, Gesù rimane a Gerusalemme. Maria e Giuseppe messisi in viaggio con la carovana, ritengono che Gesù sia nella carovana ma invece si accorgono soltanto alla sera che Gesù non c’è quando la carovana si ferma e loro non lo trovano.

Angosciati, la mattina dopo ritornano a Gerusalemme e vi giungono alla sera. Il mattino successivo lo cercano e finalmente lo trovano mentre sta discutendo con i dottori della Legge. Maria gli dice:” Gesù, perché ci hai fatto questo? Io e Giuseppe angosciati ti cercavamo!”. E Gesù: “E perché mi cercavate? Non sapevate che io debbo prima di tutto occuparmi delle cose

del Padre mio che è nei Cieli?”.

I figli non sono Vostri, appartengono a Dio che a loro ha donato la vita, tramite Voi, e che sui Vostri figli Dio ha un disegno, che spetta Voi decifrare, favorire e collaborare per la sua piena realizzazione.

Vi riporto una magnifica poesia di Gibran Kahlil Gibran al riguardo,

intitolata: “I vostri Figli”.

“I vostri figli non sono figli vostri; sono i figli

e le figlie della forza stessa della Vita.

Nascono per mezzo di voi ma non da voi.

Dimorano con voi

Tuttavia non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore

ma non le vostre idee.

Potete dare una casa al loro corpo

ma non alla loro anima, perché la loro anima

abita nella casa dell’avvenire che voi non potete

visitare nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di tenere il loro passo

ma non pretendere di renderli simili a voi,

perché la vita non torna indietro

né può fermarsi a ieri.

Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive,

i vostri figli sono lanciati in avanti.

L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero

dell’infinito e vi tiene tesi con tutto

il suo vigore affinché le sue frecce

possano andare veloci e lontane.

Lasciatevi tendere con gioia

nelle mani dell’Arciere poiché egli ama

in egual misura e le frecce che volano

e l’arco che rimane saldo”.

Gibran Kahlil Gibran

Concludendo, carissimi genitori, permettetemi che vi riporti alcune frasi di un grande educatore che ebbe a scrivere sul tema del “ Come educare i figli”:

“Nelle famiglie esplodono tragedie. Inspiegabili a caldo, ma forse evitabili, con una più attenta educazione dei figli. Essi richiedono un amore forte: se non è forte, non è vero l’amore per i figli.

Lasciar correre, vedere e non correggere, minacciare e non mantenere, promettere e non adempiere, punire con eccesso, perdonare senza motivo, gridare senza ragione e coccolare per sentimentalismo, premiare senza merito, sono i metodi più funesti per lasciare crescere le cattive inclinazioni.

È non amare, ma voler vivere in una falsa pace.

È addensare nubi per una improvvisa e furiosa tempesta che non tarderà a scoppiare.

Invece si devono correggere, convincendo, le tendenze distorte; si deve consigliare la riparazione degli errori commessi e far accettare i castighi meritati. La permissività ha rovinato, mentre la punizione giusta e riconosciuta ha riabilitato i figli che l’hanno accettata.

Educare non è sfogo nervoso, né temporanea morbidezza: è amore continuato.

Molti figli hanno miseramente fallito nel loro avvenire per essere stati troppo scusati e difesi e poco saggiamente ripresi.

Nella Bibbia educare significa istruire e correggere.

Dio è l’educatore per eccellenza”.

Spero, carissimi genitori, che quanto ho scritto in questa lettera, sia da Voi accolto benevolmente e con interesse. Ho scritto tutto questo con il cuore, frutto di una esperienza e di una pratica pastorale con tantissime famiglie in cinquanta anni di ministero sacerdotale.

Vi stimo molto e vi porto nel cuore, pregando il Signore per Voi perché siate sempre per i Vostri figli i segni più eloquenti ed espressivi dell’amore, della paternità e dell’opera educativa del Signore. Con stima e affetto,

 

Carpi, settembre 2010

+ Elio Tinti, Vescovo

 

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